Comune di Reggio Emilia

L'Abc degli animali

Dal 6 febbraio al 17 aprile 2010 nella saletta espositiva della biblioteca

Il sillabario è stato definito il "libro dei libri": la chiave di accesso al sapere scritto, la porta che si apre sul mondo degli altri libri. Nasce come una semplice tavoletta sulla quale veniva incollato un foglio di pergamena o di carta con il segno della croce, l'alfabeto maiuscolo e minuscolo e il Pater Noster.
Sul testo della preghiera, che già conoscevano a memoria, i bambini nel Medioevo imparavano prima a riconoscere le lettere, poi a compitare le sillabe e infine a leggere le parole. Il tempo per imparare l'alfabeto era fissato in sette giorni, come il tempo della creazione.

Dopo l'avvento della stampa, l'abbecedario per secoli rimase immutato: un opuscoletto economico di poche pagine, spesso stampato con scarsa cura, senza illustrazioni, con l'alfabeto e le sillabe e con brevi testi, soprattutto preghiere, per esercitare l'apprendimento della lettura.
Nonostante le alte tirature, il loro altrettanto alto consumo ha reso questi libretti molto rari, tanto che solo pochissimi esemplari sono sopravvissuti al grande naufragio della produzione editoriale di carattere popolare.

Soltanto dopo la nascita di una letteratura per l'infanzia nel XVIII secolo, il sillabario tende a evolversi e a sviluppare, nella produzione destinata alle classi agiate e all'ambito familiare, le caratteristiche proprie di un prodotto tipografico di qualità.
Grazie anche all'invenzione della tecnica litografica, l'illustrazione assume un ruolo sempre più decisivo. Non solo diventa indispensabile come sussidio didattico, rendendo intuitivo l'accostamento tra la lettera dell'alfabeto e l'immagine che vi è connessa e che la richiama alla memoria, ma deve rendere il sillabario uno strumento al tempo stesso istruttivo e piacevole, assimilando al gioco e al divertimento la fatica di imparare a leggere.

L'illustrazione per l'infanzia assume una dimensione sempre più autonoma e anche grandi artisti e illustratori si cimentano nella produzione di alfabeti illustrati per l'infanzia: come ad esempio, per citarne solo alcuni tra quelli esposti in mostra, Walter Crane, Job, Auguste Vimar, Edward Lear, Edmond-François Calvo, Feodor Rojankovsky, Benjamin Rabier.
I temi delle illustrazioni sono scelti tra quelli più familiari ai bambini e tra quelli che hanno un più alto contenuto educativo: gli oggetti quotidiani della casa e della scuola, i temi religiosi e morali, i mezzi di trasporto, i giochi, i mestieri.
E naturalmente gli animali. Quelli domestici e quelli feroci, quelli del cortile e quelli della foresta, i mammiferi e gli uccelli, colti nel loro ambiente naturale oppure molto spesso "umanizzati", secondo l'antica tradizione delle favole che sarà poi ripresa e sviluppata dai fumetti e dai cartoni animati.
I sillabari esposti provengono da un'interessante raccolta conservata alla Biblioteca Panizzi e costituita da circa cinquecento abbecedari pubblicati in un periodo compreso tra i primi anni dell'Ottocento e il 1950.
E' una raccolta preziosa non soltanto per la rarità e il pregio grafico dei materiali, ma anche perché rende disponibile una documentazione di prima mano sulla storia dell'istruzione, dei metodi dell'apprendimento, dell'illustrazione, dell'editoria popolare e dell'immaginario infantile.