L’anarchismo italiano. Storia e storiografia

REGGIO EMILIA
Biblioteca Panizzi . Sala del planisfero

via Farini 3

venerdì 30 settembre 2016  
ore 17.30

presentazione del libro

L’anarchismo italiano
Storia e storiografia

a cura di Giampietro Berti e Carlo De Maria   
(Biblion Edizioni, 2016)

ne discutono, insieme ai curatori
Roberto Balzani (Università di Bologna)
Fiorenza Tarozzi (Università di Bologna)
coordina
Alberto Ferraboschi (Biblioteca Panizzi)
presentazione di
Giordano Gasparini (Direttore Biblioteca Panizzi)

27 autori coinvolti per un lavoro collettivo che supera le 600 pagine.
Una grande operazione culturale realizzata grazie all’impegno del Comitato scientifico dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa e al sostegno della Biblioteca Panizzi.
Da oltre quarant’anni mancava una messa a punto e una riflessione compiuta intorno agli studi sul socialismo anarchico e sul pensiero libertario in Italia. Un settore storiografico che ha conosciuto negli ultimi decenni uno sviluppo qualitativo e quantitativo di notevole rilievo.
Per offrire una efficace mappa concettuale il libro è suddiviso in sette sezione tematiche, dedicate rispettivamente a: Interpretazioni; Biografie e generazioni; Insediamenti territoriali; Esilio e comunità all’estero; Ecologia e neoanarchismo; Arte e letteratura; Strumenti, repertori e fonti.
Il senso di questa articolazione rimanda alla natura dell’anarchismo che, dilatandosi nel tempo e nello spazio, mostra il suo carattere ideologicamente composito e socialmente diversificato, il quale richiede una complessità interpretativa e una polivalenza di definizione perché le categorie che si presentano allo studioso sono in alcuni casi problematiche e controverse. 
Il movimento anarchico si scompone secondo tempi diversi, segnati dal susseguirsi delle generazioni dei suoi militanti; si diversifica nello spazio per la particolarità del territorio dove si è insidiato; si internazionalizza mescolandosi con la realtà di molti paesi europei e americani; si trasforma culturalmente a causa della  modernizzazione che investe, dopo la Seconda guerra mondiale, il mondo occidentale. Infine, questa sua intrinseca e complessiva, strutturale pluralità traccia la propria parabola storica, che passa dalla rivoluzione sociale di segno ottocentesco alle istanze ecologiste affermatesi tra la fine del Novecento e il Duemila, fino alle inquietudini esistenziali della riflessione post-classica degli ultimi anni.

 

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