Follia! Tra narrativa, cinema e opera lirica

 

In occasione della XV Settimana della Salute Mentale 25 settembre – 3 ottobre 2020

Le storie che raccontano la follia umana sono spesso quelle più avvincenti: praticamente impossibile non arrivare fino alla fine.

 

La pazzia di re Giorgio​
Alan Bennett

Prendendo spunto dalla apparente follia di Giorgio III (temporaneamente risolta da un acuto medico di provincia), si racconta degli intrighi comici e sinistri che in quegli anni si svilupparono rigogliosamente attorno al re. Da Pitt a Fox, da Giorgio III al suo malevolo primogenito, il Principe di Galles, tutti parlano e agiscono con una vivezza che lascia stupefatti: un perfetto apologo sul delirio non solo dei potenti, ma innanzitutto di coloro che gli vivono accanto. Da vedere anche l’omonimo film di produzione hollywoodiana.

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Jane Eyre​
Charlotte Bronte

La storia romantica e passionale di Jane, una povera orfanella che, dopo anni di stenti e di solitudine, viene assunta come governante in casa Rochester. Il cinico padrone finisce per innamorarsi di lei ma quando il matrimonio sta per essere celebrato, una scoperta viene a sconvolgere la vita della fanciulla: la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia. Da vedere anche le tante omonime versioni cinematografiche.

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Don Chisciotte della Mancha​
Miguel de Cervantes

In un borgo della Mancia vive un povero hidalgo che, assorbito dalla lettura di romanzi cavallereschi, impazzisce e decide di farsi cavaliere errante col nome di Don Chisciotte; scelta come dama una vicina che battezza Dulcinea, parte sul suo ronzino Ronzinante e con lo scudiero Sancho Panza. Si susseguono incontri e vicende tra le più starne che si concludono con un duello che Don Chisciotte perde e che lo vede costretto a tornare al villaggio. Cade ammalato e rinsavisce di colpo, ma dopo aver preso congedo dai suoi vecchi amici, muore.
Da vedere anche l’omonimo balletto classico sulla musica di A.L. Minkus.

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Elogio della follia
Erasmo da Rotterdam

Qui parla la Follia in prima persona. Come una gran dama dall’intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell’umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell’Umanesimo europeo, divertente quanto sferzante critica alla tracotanza umana.

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Malombra
Antonio Fogazzaro 

In fondo a un cassetto, Marina di Malombra scopre in un vecchio libro di preghiere un foglio sbiadito. «Tu che hai ritrovato e leggi queste parole» vi è scritto «conosci in te l’anima mia infelice. Avanti di nascere hai sofferto tanto, tanto… col nome di Cecilia.» Reclusa dal marito per espiare una colpa d’amore, Cecilia è un’antenata di Marina, Sull’onda di un’ossessione che a poco a poco la conduce alla follia, Marina crede di riconoscere nello zio con cui vive la reincarnazione del marito di Cecilia e in un giovane scrittore, Corrado Silla, quella dell’antico amante.

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Follia profonda
Wulf Dorn

Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell’auto. Lo psichiatra Jan Forstner è l’oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All’inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole.

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Follia
Patrick McGrath

Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne affiorano le ragioni nascoste.

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Così è se vi pare
Luigi Pirandello

Dramma dei fraintendimenti e dell’inconoscibilità del reale, narra del trasferimento del signor Ponza e della suocera signora Frola in una cittadina di provincia, in seguito a un tragico terremoto nella Marsica. Sembra però che Ponza abbia anche una moglie, costretta in casa e tenuta lontana dagli occhi curiosi e dalla stessa suocera, per motivi non chiari: chi è in realtà la signora Ponza? È davvero uscita da un manicomio, e la signora Frola è veramente sua madre? Per rispondere non resta che convocare la donna, sperando che la Verità abbia una voce chiara.

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Re Lear
William Shakespeare

In una Britannia senza tempo, a picco su abissali scogliere sferzate dal vento, il vecchio re Lear è in procinto di abdicare mentre intorno a lui si consuma lo scontro tra i pretendenti al trono. Ottenuto il potere a forza di pubbliche quanto fasulle proteste d’amore, due delle figlie lo tradiscono; la terza, Cordelia, gli resta fedele, ma troppo tardi decide di schierarsi in difesa del vecchio padre. Scacciato, ridotto alla follia, Lear vaga nella brughiera in tempesta, assillato dalla consapevolezza che lo sforzo di assicurare la sopravvivenza della propria stirpe attraverso l’abdicazione ha in realtà causato una guerra fratricida che finirà per spazzarla via per sempre.

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La pazza di Itteville
Georges Simenon

L’ispettore G.7 ha trent’anni, i capelli rossi, l’aria timida; e guida la macchina. In questo racconto il giovane ispettore si trova a dover risolvere una faccenda piuttosto intricata, in cui ci sono cadaveri che vengono sostituiti e poi scompaiono, e soprattutto c’è una misteriosa ragazza, bionda, bella e un po’ folle.

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Cinema

Che fine ha fatto baby Jane?
regia di Robert Aldrich (1962)

Una donna in sedia a rotelle è in balia della folle sorella, che ha trasformato la loro casa fatiscente in una camera degli orrori.

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Il papà di Giovanna
regia di Pupi Avati (2008)

Giovanna è una bambina timida, insicura e non troppo bella. Il papà, un pittore fallito, è completamente dedicato alla sua educazione, rassicurandola ogni giorno della sua superiorità intellettuale e culturale. Il suo obiettivio è quello di darle un grande futuro, ma tutto si trasformerà in tragedia quando un giorno Giovanna uccide la sua bella e generosa compagna di banco e verrà poi internata nel manicomio criminale di Reggio Emilia.

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Un angelo alla mia tavola
regia di Jane Champion (1990)

La vita della scrittrice Janet Frame, considerata ingiustamente pazza per il suo carattere anticonformista e un po’ introverso. Si parte quindi dall’infanzia per poi passare ai primi romanzi pubblicati, attraverso l’esperienza in una clinica psichiatrica.

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Opera lirica

Lucia di Lammermoor
opera lirica di Gaetano Donizetti (1835)

Dramma tragico in tre atti e due parti su libretto di Salvadore Cammarano. L’opera è tratta dal romanzo di Walter Scott “The Bride of Lammermoor” (la Sposa di Lammermoor) del 1819.
Racconta dell’amore contrastato e impossibile di due giovani, Edgardo e Lucia, appartenenti a famiglie rivali, che si concluderà tragicamente. Lucia perderà completamente il senno e morirà consumata dalla follia e dall’amore.


Macbeth
opera lirica di Giuseppe Verdi (1847)

Dramma tragico in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonima tragedia di Shakespeare.
Macbeth, nobile feudatario scozzese di re Duncano, si avvale dell’aiuto delle streghe per conoscere il futuro. Spinto dalla sua sete di potere e aiutato in questo dalla moglie uccide il suo Re per prendere il trono. Poi continua ad uccidere per eliminare le persone che potrebbero contendergli legittimamente il trono, tormentato però da visioni spaventose. Tutta la truce vicenda è un tragico cammino della  coppia verso la follia e la morte.


I puritani
opera lirica di Vincenzo Bellini (1835)

Melodramma serio in tre atti su libretto di Carlo Pepoli, tratto dal dramma storico di Jacques-François Ancelot e Joseph Xavier Boniface “Têtes rondes et Cavaliers”.
L’azione si svolge a Plymouth, in Inghilterra nel XVII secolo, al tempo di Oliver Cromwell. Una storia d’amore, quella di Arturo ed Elvira che si intreccia con lo scontro politico fra il partito dei Puritani e quello degli Stuart, dopo la decapitazione di Re Carlo I e che, causa fraintendimenti e false convinzioni porterà la protagonista ad impazzire. Ma un finale glorioso porterà Elvira a rinsavire e porrà fine ai tormenti dei due innamorati.

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