Giorno del ricordo . 2022

 

In memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia e delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra.

Le foibe giuliane
Elio Apih

LEG, 2016

Il libro risponde all’interrogativo fondamentale: “Come e da dove viene l’infoibamento nella Venezia Giulia?” e tratta sia delle foibe del 1943 in Istria, sia delle foibe del 1945, che riguardarono anche Gorizia, Pola e Fiume, ma soprattutto, per efferatezza, Trieste. Si tratta di un accadimento storico complesso: le tensioni politiche si intrecciano con quelle nazionali e viceversa e per decenni la questione delle foibe è stata ostaggio della polemica politica.
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Italiani d’Istria: chi partì e chi rimase
Lucia Castelli

Sometti, 2018

L’esodo giuliano-dalmata viene raccontato dalla viva voce dei protagonisti, da quegli italiani che lasciarono l’Istria per approdare al Villaggio San Marco di Fossoli – in quello che era stato un campo di prigionia nazifascista – e da chi invece decise di rimanere nella ex-Jugoslavia. Il progetto artistico di Lucia Castelli gioca sul ricordo e l’attualità, mostrandoci immagini d’epoca del campo e scorci contemporanei. I ritratti fotografici di questi italiani d’Istria e le testimonianze tratte dalla loro viva voce compongono il singolare affresco di una comunità diffusa che, raccontando il passato, si interroga anche sul presente, con compostezza e grande dignità.
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Storia di Argo
Maria Grazia Ciani
Marsilio, 2021

Le cronache di un chirurgo di guerra, fondatore di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. Qui l’autore mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza di medico militante, stretto continuamente tra le politiche ufficiali dell’ONU e dei padroni della guerra e le pratiche del volontariato internazionale.
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Magazzino 18. Storie di italiani esuli
d’Istria, Fiume e Dalmazia
Simone Cristicchi
Mondadori, 2014

Innumerevoli oggetti d’uso quotidiano riposano nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Oltre sessant’anni fa tutte queste masserizie furono consegnate al Servizio Esodo dai legittimi proprietari, gli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, un attimo prima di trasformarsi in esuli: circa trecentocinquantamila persone costrette a evacuare le loro case e abbandonare un’intera regione in seguito al Trattato di pace del 10 febbraio 1947, che consegnò alla Jugoslavia di Tito quel pezzo d’Italia da sempre conteso che abbraccia il mare da Capodistria a Pola. Di questa immensa tragedia quasi nessuno sa nulla. Delle foibe, delle esecuzioni sommarie che non risparmiarono donne, bambini e sacerdoti, della vita nei campi profughi. L’autore ha spalancato le porte di questo magazzino.
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Gli slavi. Storia, culture e lingue dalle origini ai giorni nostri
Marcello Garzaniti
Carocci, 2013

La storia culturale del mondo slavo nei suoi diversi orientamenti verso l’Occidente latino e l’Oriente bizantino. Dopo una breve illustrazione della realtà contemporanea, si descrivono le comuni origini, seguendo le vicende degli slavi attraverso quel secolare processo di acculturazione che li ha elevati fra i protagonisti della storia degli ultimi due secoli. Il testo offre una sintesi destinata a quanti studiano l’Europa orientale, e più in generale a quanti vogliono conoscere il mondo slavo e le sue culture e lingue soprattutto nelle loro radici medievali e moderne.
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La mia piccola guerra
Italo Gasperini
Curcio, 2011

Un romanzo che offre l’occasione di approfondire un periodo storico spesso trascurato, quello della persecuzione degli italiani giuliano-dalmati nel dopoguerra. Il giovane protagonista assiste impotente al massacro di alcuni suoi compaesani, gettati nelle foibe. Eppure, nonostante tutto, un futuro è riuscito a costruirselo lo stesso, dopo un’infanzia passata tra i ricordi più dolci e quelli più tristi per la violenza che, in quegli anni post conflitto bellico, non ha risparmiato nessuno, nemmeno suo padre. Uno spaccato di storia che ha tanto ancora da insegnare, anche attraverso testimonianze dirette come questa, unica e tragica, ma allo stesso tempo fonte di speranza e redenzione.
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La tragedia del confine orientale
Giorgio Giannini
Luoghinterori, 2019

A 15 anni dalla approvazione della Legge 30 marzo 2004 n.92, che ha istituito il Giorno del ricordo, che ricorda solo le foibe e l’esodo, il libro vuole raccontare anche la storia di quello che avvenne dopo l’annessione conseguente alla Grande Guerra dei territori con popolazione slovena e croata e soprattutto durante il secondo conflitto mondiale. Sono stati due decenni drammatici per la popolazione locale di lingua non italiana, che possono spiegare almeno in parte, senza però giustificare, quanto è accaduto nell’immediato dopoguerra.
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Una grande tragedia dimenticata
Giuseppina Mellace
Newton Compton, 2018

Ancora oggi – nonostante l’istituzione del giorno del ricordo il 10 febbraio e nonostante il dibattito che da anni imperversa su questo tema – il dramma delle Foibe resta sconosciuto ai più, quasi fosse una pagina rimossa della seconda guerra mondiale. Eppure, si stima che vi abbiano trovato la morte migliaia di persone, “cancellate” alla memoria dei posteri proprio dalla barbara modalità con cui trovavano una sommaria sepoltura. Nel libro si raccontano le storie delle cosiddette “infoibate”, come Norma Cossetto, Mafalda Codan e le sorelle Radecchi. Storie particolarmente significative perché raccontano di una doppia rimozione: il silenzio calato per decenni sulle Foibe e, prima ancora, il naturale riserbo che si imponeva alle donne dell’epoca.
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Foiba rossa
Norma Cossetto storia di un’italiana
Emanuele Merlino
Ferrogallico, 2018

Norma Cossetto, studentessa di 23 anni, fu torturata, violentata, infoibata nelle giornate di settembre del 1943 da partigiani comunisti titini. Sono passati più di 70 anni. Le indescrivibili violenze anti-italiane in Istria, che culminarono in due fiammate tremende fatte di deportazioni, uccisioni sommarie, sevizie, annegamenti, infoibamenti – la prima, nei mesi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943 e la seconda, con la fine della guerra nel 1945 – costarono la vita a oltre 10.000 italiani. Questa storia è una storia di frontiera, di confine, di un estremo angolo d’Italia che per anni, per decenni è stata colpevolmente ignorata. Una storia che, oggi, diventa un fumetto. Forse, ci volevano proprio dei disegni per raccontare questa storia senza paura, senza la paura di chiamare con il loro nome gli aguzzini di Norma, gli invasori dell’Istria, gli autori delle disumane, quanto ingiustificate, violenze comuniste sulla popolazione italiana.
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Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo
Dino Messina
Solferino, 2019

Sono italiani due volte i trecentomila che in un lungo esodo durato oltre vent’anni dopo la Seconda guerra mondiale lasciarono l’Istria, Fiume e Zara. Erano nati italiani e scelsero di rimanere tali quando il trattato di pace del 10 febbraio 1947 assegnò quelle regioni alla Jugoslavia comunista del maresciallo Tito. A rievocare una storia a lungo trascurata del nostro Novecento è un’inchiesta originale e serrata dove al racconto dei fatti l’autore accompagna le testimonianze inedite dei parenti delle vittime della violenza titina e di chi bambino lasciò la casa natale senza la speranza di potervi tornare.
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Esuli. Dalle foibe ai campi profughi
Gianni Oliva
Mondadori, 2011

Si ripercorre la vicenda degli italiani esuli nel suo insieme, dalla fine della Prima guerra mondiale a oggi, in un libro ricco di immagini inedite. Dall’annessione dell’Istria e della Dalmazia, all’occupazione italo-tedesca della Iugoslavia (1941-43), dai bombardamenti alleati di Zara e di Fiume fino all’occupazione di Trieste nel 1945 da parte delle truppe di Tito e gli infoibamenti. Poi la successiva esperienza dell’esodo: le partenze da Pola e dall’Istria, lo svuotamento dei villaggi, i documenti relativi alle opzioni di nazionalità, gli incidenti di Trieste del 1953, la “slavizzazione” dell’Istria e della Dalmazia. Infine i campi profughi e la precaria sistemazione dei giuliano-dalmati in un’Italia impoverita dalla guerra e poco sensibile a un dramma che ne ricordava la sconfitta.
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Foibe, l’ultimo testimone
Graziano Udovisi
Aliberti, 2010

La testimonianza del calvario di un italiano sopravvissuto alle foibe: era il 14 maggio 1945 quando l’ufficiale comandante istriano Graziano Udovisi venne trascinato dai partigiani titini sull’orlo della foiba di Fianona per essere trucidato. Scampò alla morte per miracolo, liberandosi i polsi dal fil di ferro e risalendo in superficie da una cavità di circa trenta metri. La sua odissea, terminata dopo due anni di prigionia con l’accusa di collaborazionismo con i tedeschi, s’intreccia con digressioni sui risvolti sociopolitici della guerra. Attraverso il ricordo, ripercorre i giorni del carcere, le torture subite, i crimini consumati sotto i suoi occhi, la fuga. I flashback degli orrori bellici si dipanano in un lucido excursus che copre quattro anni di storia: dall’8 settembre 1943 al settembre 1947, quando viene liberato a Civitavecchia senza neppure la carta di rilascio.

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