Aspettando il Premio Strega 2020

 

La lista dei 12 finalisti e la sestina finale (Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio, Valeria Parrella, Gian Arturo Ferrari, Daniele Mencarelli, Jonathan Bazzi), in attesa della finale del 2 luglio 2020!

 

La nuova stagione
Silvia Ballestra
Bompiani, 2019

Le due sorelle Nadia e Olga devono tornare a casa per vendere dei terreni di famiglia nelle Marche, nella Valferonia, ai piedi dei Monti Sibillini  e nel corso della vicenda pian piano si riappropriano dei luoghi, della lingua e dei ricordi. Un romanzo attualissimo e antico, come i posti dove l’autrice è nata e a cui dedica pagine di graffiante umorismo ma al tempo stesso di dolce nostalgia. 
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Silvia Ballestra marchigiana, vive e lavora a Milano. È autrice di romanzi, raccolte di racconti, saggi e traduzioni, pubblicati per i maggiori editori italiani. Fra i suoi libri, tradotti in varie lingue, i long seller: Compleanno dell’iguana (1991), Nina (Rizzoli, 2001), I giorni della Rotonda (Rizzoli, 2009), Amiche mie (Mondadori, 2014) e Vicini alla terra. Storie di animali e di uomini che non li dimenticano quando tutto trema (Giunti, 2017). Dal romanzo La guerra degli Antò (1992) è stato tratto l’omonimo film diretto da Riccardo Milani.​


Città sommersa
Marta Barone

Bompiani, 2020 

Storia del proprio padre e insieme storia del proprio paese. Intorno ai trent’anni la scrittrice comincia a interrogarsi sulla figura paterna: Leonardo Barone è morto nel 2011, lei è cresciuta insieme a sua madre, ci sono molte cose di lui che conosce poco o per nulla. Di qui parte un viaggio alla ricerca del vero L.B. partendo dalla fine degli anni settanta a Torino. 
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Marta Barone è nata nel 1987 a Torino, dove ha studiato letterature comparate all’università. Traduttrice e consulente editoriale, ha pubblicato tre libri per ragazzi con Rizzoli e Mondadori. Dal 2017 è curatrice dell’opera di Marina Jarre. Ha insegnato letterature comparate in un liceo di Como. Città Sommersa (Bompiani, 2020) è il suo primo romanzo.


Febbre
Jonathan Bazzi
Fandango Libri, 2019 

Jonathan ha 31 anni nel 2016, vive a Rozzano la periferia milanese dove si addensa una fitta e poco omogenea migrazione dal Sud Italia, e un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, pensa di morire, finché non arriva il test dell’HIV e la realtà si rivela: è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato. 
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Jonathan Bazzi è nato a Milano nel 1985. Cresciuto a Rozzano, estrema periferia sud della città, è laureato in Filosofia con una tesi sulla teologia simbolica in Edith Stein e appassionato di tradizione letteraria femminile e questioni di genere. Nel 2015 ha iniziato a collaborare con varie testate e magazine pubblicando articoli, racconti e personal essay. Alla fine del 2016 ha deciso di parlare pubblicamente della sua sieropositività con un articolo pubblicato da “Gay.it”. Febbre (Fandango Libri, 2019) è il suo primo romanzo.


La misura del tempo
Gianrico Carofiglio
Einaudi, 2019 

Torna l’ormai noto l’avvocato penalista Guido Guerrieri; nel suo studio si presenta Lorenza, una donna con cui aveva avuto una relazione da ragazzo e questo incontro innesca il ricordo dei giorni passati insieme a lei e la scoperta di una ferita ancora aperta. Il figlio di Lorenza è stato condannato per omicidio e lei vorrebbe che lui lo difendesse in appello. Il romanzo segue le frenetiche fasi della preparazione delle difesa. 
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Gianrico Carofiglio ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Per Einaudi ha scritto: Una mutevole verità (Stile libero 2014, Super ET 2016 E Super ET 2018), La regola dell’equilibrio (Stile libero 2014, Super ET 2016 e Super ET 2018), Passeggeri notturni (Stile libero 2016 e Super ET 2017), L’estate fredda (Stile libero 2016 e Super ET 2018), Le tre del mattino (Stile libero 2017 e Super ET 2019), La versione di Fenoglio (Stile Libero 2019) e La misura del tempo (2019).


Ragazzo italiano
Gian Arturo Ferrari
Feltrinelli, 2020 

La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima Rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano socialdemocratica e  riflette la storia dell’intero Paese,  che proietta progetti e sogni oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale e il futuro è affollato di attese e di promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle vicende familiari di tanti italiani. 
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Gian Arturo Ferrari è nato nel 1944. Dal 1974 al 1989 si è dedicato all’insegnamento presso l’Università di Pavia. Direttore dei Libri Mondadori nei primi anni novanta, è stato dal 1997 al 2009 direttore generale della divisione Libri Mondadori. Dal 2010 al 2014 ha presieduto il Centro per il libro e la lettura. Dal 2015 al 2018 è stato vicepresidente di Mondadori Libri. È editorialista del “Corriere della Sera”. Ragazzo italiano (Feltrinelli, 2020) è il suo primo romanzo.


Giovanissimi
Alessio Forgione
NN,  2020

Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. E’ il racconto di un mondo di ragazzini che crescono da soli, tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta. 
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Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza. Il suo romanzo d’esordio, Napoli mon amour (NN Editore, 2018), ha vinto il Premio Berto 2019 e il Premio Intersezioni Italia-Russia; in corso di traduzione in Francia e Russia, verrà portato in scena al Teatro Mercadante di Napoli con la regia di Rosario Sparno.


Breve storia del mio silenzio
Giuseppe Lupo
Marsilio, 2019 

L’autore racconta, sempre ironico e sempre affettuoso, dei genitori maestri elementari e di un paese aperto a poeti e artisti, di una Basilicata che da rurale si trasforma in borghese, di una Milano fatta di luci e di libri, di un’Italia che si allontana dagli anni Sessanta e si avvia verso l’epilogo di un Novecento dominato dalla confusione mediatica. E soprattutto racconta, con amore ed esattezza, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c’erano. 
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Giuseppe Lupo è nato ad Atella, in Lucania, nel 1963 e vive in Lombardia dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia. Per Marsilio, dopo l’esordio con L’americano di Celenne, ha pubblicato Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008), L’ultima sposa di Palmira (2011), Viaggiatori di nuvole (2013), Gli anni del nostro incanto (2017). È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del “Sole 24 Ore” e di “Avvenire”.


Tutto chiede salvezza
Daniele Mencarelli
Mondadori, 2020

Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria. La sua è una storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e  rabbiosa ricerca di senso di un ragazzo che implora salvezza non solo per sé ma per tutti quelli che gli sono e gli vivono intorno.
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Daniele Mencarelli è nato a Roma nel 1974. Ha pubblicato le raccolte di poesia: I giorni condivisi, (poeti di clanDestino, 2001); Bambino Gesù (Tipografie Vaticane, 2001 – Nottetempo, 2013), Guardia alta (La vita felice, 2005), Figlio (Nottetempo, 2013). La sua ultima raccolta è Tempo circolare (poesie 2019-1997) per Pequod (2019). Del 2018 è il suo primo romanzo La casa degli sguardi (Mondadori). Collabora, scrivendo di cultura e società, con quotidiani e riviste.


Almarina
Valeria Parrella

Einaudi, 201

Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un’isola nell’isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un’allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell’aula, se alzi gli occhi vedi l’orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire.
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Valeria Parrella è nata nel 1974 e vive a Napoli. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo spazio bianco (2008, 2010 e 2018), da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film, Lettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), la raccolta di racconti Troppa importanza all’amore (2015), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017) e Almarina (2019). Da anni si occupa della rubrica dei libri di “Grazia” e collabora con “Repubblica”.


Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio
Remo Rapino
Minimum fax, 2019

Liborio Bonfiglio è una cocciamatte, il pazzo che tutti scherniscono e ci racconta la scuola, l’apprendistato in una barberia, le case chiuse, la guerra e la Resistenza, il lavoro in fabbrica, il sindacato, il manicomio, la solitudine della vecchiaia. A popolare la sua memoria, una galleria di personaggi indimenticabili: il maestro Romeo Cianfarra, donn’Assunta la maitressa, l’amore di gioventù Teresa Giordani, gli amici operai della Ducati, il dottore Alvise Mattolini, Teté e la Sordicchia… Dal 1926, anno in cui viene al mondo, al 2010, anno in cui si appresta a uscire di scena, Liborio celebrerà, in una cronaca esilarante e malinconica.
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Remo Rapino è nato nel 1951 ed è stato insegnante di filosofia nei licei. Vive a Lanciano. Ha pubblicato i racconti Esercizi di ribellione (Carabba 2012) e alcune raccolte di poesia, tra cui La profezia di Kavafis (Moby-dick 2003) e Le biciclette alle case di ringhiera (Tabula Fati 2017).


Il colibrì
Sandro Veronesi

La nave di Teseo, 2019

Marco Carrera, il protagonista, è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo e saldo. Intorno a lui personaggi indimenticabili, in un tempo che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo. 
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Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Tra gli altri ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (1988), Live (1996, nuova edizione La nave di Teseo 2016), La forza del passato (2000), Baci scagliati altrove (2012), Viaggi e viaggetti (2013), Terre rare (2014), Un dio ti guarda (La nave di Teseo, 2016). Vincitore nel 2006 del Premio Strega, Caos calmo (nuova edizione La nave di Teseo, 2016) è stato tradotto in 20 paesi. Ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera”.


L’apprendista
Gian Mario Villalta, SEM, 2020

Dentro la chiesa, in un piccolo paese del Nord-Est, tra una messa e l’altra Tilio e Fredi il sagrestano sorseggiano caffè corretto alla vodka. Così inizia il teatro di una coppia di personaggi indimenticabile, che intesse nei pensieri, nei dialoghi e nei racconti un intreccio vertiginoso di vicende personali, desideri, rimpianti e paure che convocano la vita di tutto un paese, in una lingua che fa parlare la realtà vissuta.
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Gian Mario Villalta ha scritto romanzi, racconti e saggi (L’isola senza memoria, Laterza 2018). Partecipe delle vicende poetiche alla svolta del secolo, ha dedicato particolare attenzione all’opera di Andrea Zanzotto, con una monografia e numerosi interventi, collaborando inoltre al Meridiano Le poesie e prose scelte e assumendo la cura dei due volumi degli Scritti sulla letteratura. È direttore artistico di pordenonelegge.


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