££Aspettando il Premio Strega 2021 TUTTO DA FARE

 

La lista dei 12 finalisti – cinquina dei finalisti: Emanuele Trevi, Edith Bruck, Donatella Di Pietrantonio, Giulia Caminito, Andrea Bajani – in attesa della finale dell’8 luglio 2021!

 

Il libro delle case
Andrea Bajani

Feltrinelli, 2021

A quante parti di noi siamo disposti a rinunciare per continuare a essere noi stessi? E soprattutto: dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Quali case lo custodiscono in segreto o lo tengono in ostaggio? Per raccontare la vita di un uomo, l’unica possibilità è setacciare le sue case, cercare gli indizi di quel piccolo inevitabile crimine che è dire “io” sapendo che dietro c’è sempre qualche menzogna.
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Andrea Bajani è nato nel 1975. Con Feltrinelli ha pubblicato Mi riconosci (2018) e La gentile clientela (2013), oltre ad alcuni racconti nella collana digitale Zoom. Tra i suoi libri, Cordiali saluti (Einaudi 2005), Se consideri le colpe (Einaudi 2007), Ogni promessa (Einaudi 2010), La mosca e il funerale (nottetempo 2012) e Un bene al mondo (Einaudi 2016). Per il teatro è autore di Miserabili, di e con Marco Paolini, e di 18mila giorni, Il pitone, con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa. Collabora con diversi quotidiani e riviste. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue.


Il pane perduto
Edith Bruck

La nave di Teseo, 2021

Per non dimenticare e per non far dimenticare l’autrice ci accompagna lieve nell’infanzia scalza e felice con poco, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, quindi sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza?
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Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 il suo primo viaggio la porta, poco più che bambina, nel ghetto del capoluogo, e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla deportazione, di cui ha reso testimonianza nelle sue opere, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. Nel 1959 esce il suo primo libro, Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film.


Splendi come vita
Maria Grazia Calandrone

Ponte alle Grazie, 2021

Storia del tormentato amore fra una madre adottiva e sua figlia, ed esempio di letteratura alla sua massima potenza: ridà vita a ciò che non c’è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Con le parole dell’autrice: «Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, […] con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile» (M.G. Calandrone).
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Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio 3 e regista per CorriereTV. Fra i suoi ultimi libri, Serie fossile (Crocetti 2015), Gli scomparsi. Storie da «Chi l’ha visto?» (Pordenonelegge 2016), Il bene morale (Crocetti 2017), Giardino della gioia (Mondadori 2019). Porta in scena il videoconcerto Corpo reale. Ha curato la rubrica di inediti «Cantiere Poesia» per Poesia (Crocetti). I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche, carceri, DSM.


L’acqua del lago non è mai dolce
Giulia Caminito

Bompiani, 2021

Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta.
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Giulia Caminito è nata a Roma nel 1988 e si è laureata in Filosofia politica. Con il suo romanzo d’esordio La Grande A (Giunti 2016), dedicato all’avventurosa vita della bisnonna, guidatrice di camion, contrabbandiera di alcolici e personalità vivace della comunità italiana d’Etiopia ed Eritrea, ha avuto numerosi riconoscimenti : il premio Bagutta Opera Prima, il premio Berto e il Premio Brancati Giovani. Nel 2019 con Bompiani ha pubblicato Un giorno verrà.


Sembrava bellezza
Teresa Ciabatti

Mondadori, 2021

Attraverso un’affabulazione ammaliante, entriamo nella storia di una scrittrice ormai affermata che dopo anni di distacco, ritrova la sorella maggiore Livia, dea di bellezza in adolescenza, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di ragazza. E mentre la protagonista aspira a fermare l’attimo per non perdere la gloria, la sorte di Livia è lì a ricordare cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile: una diciottenne nel corpo di una cinquantenne, una farfalla incastrata nell’ambra.
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Teresa Ciabatti nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. Tra i suoi romanzi: Il mio paradiso è deserto (Rizzoli 2013), Tuttissanti (Il Saggiatore 2013), La più amata (Mondadori 2017), Matrigna (Solferino 2018). Collabora con il «Corriere della Sera» e con «la Lettura»


Borgo Sud
Donatella di Pietrantonio

Ponte alle Grazie, 2020

Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata, in fuga e con un neonato tra le braccia, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire in una notte interminabile di viaggio che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città.
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Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Per Einaudi ha pubblicato L’Arminuta (2017), vincitore Premio Campiello 2017 e Bella mia, con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati e il Premio Vittoriano Esposito Città di Celano.


Cara pace
Lisa Ginzburg

Ponte alle Grazie, 2020

Due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare. Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo dove la loro vita ha preso forma. È proprio a Roma che Maddi, da sempre chiusa nel suo carapace, torna, fuggendo dai ruoli che la sorella prima, e la famiglia poi, le hanno imposto.
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Lisa Ginzburg vive e lavora a Parigi. Ha studiato alla Normale di Pisa e si è specializzata in mistica francese del Seicento. È stata direttrice di cultura della «Unione Latina». Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Desiderava la bufera (Feltrinelli 2002), Colpi d’ala (Feltrinelli 2006), Per amore (Marsilio 2016), Buongiorno mezzanotte, torno a casa (Italosvevo Edizioni 2018) e Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley (Marsilio 2018)


Le ripetizioni
Giulio Mozzi

Marsilio, 2021

Mario è un uomo che inventa storie, modifica la realtà, non è interessato alla verità, né sulle cose né sulle persone e sfugge all’obbligo di comprendere che tutti ci lega e tutti ci frustra. Affida alle fotografie la coerenza e consistenza della propria vita e la ripetizione è la sua unica realtà. Un romanzo di avventure in parte reali e in parte – ma la cosa è sempre indecidibile – del tutto immaginarie, che arriva, nell’ultima pagina, alla più orribile delle conclusioni.
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Giulio Mozzi ha pubblicato diverse raccolte di racconti, tra cui La felicità terrena (Einaudi 1996), Il male naturale (Mondadori 1998), Favole del morire (Laurana 2015), e alcuni libri in versi come Il culto dei morti nell’Italia contemporanea (Einaudi 2000) e Dall’archivio (Aragno 2014). Ha inventato la poeta erotico-macabra Mariella Prestante in Estremi amori, postume querele (round midnight edizioni 2019). Nel 2011 ha fondato a Milano la Bottega di narrazione. Le ripetizioni è il suo primo romanzo.


La casa delle madri
Daniele Petruccioli

Terrarossa, 2020

Esplorazione dei delicati equilibri sui quali poggiano gli sbilanciati rapporti famigliari, questo romanzo è anche l’esordio di una voce narrativa capace di incantare il lettore, facendolo smarrire in una prosa ricca di affluenti ma al contempo sorvegliata e potente. Veniamo così condotti su e giù per le generazioni che si succedono in case dove le persone crescono, vivono, muoiono, traslocano e che sono forse le uniche vere custodi di una memoria che facciamo di tutto per rimuovere, ma permane ostinata.
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Daniele Petruccioli è nato nel 1970 a Roma. Si è occupato di teatro e da anni lavora prevalentemente come traduttore. Ha pubblicato i saggi Falsi d’autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti (Quodlibet 2014) e Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi (La Lepre 2017). La casa delle madri è il suo primo romanzo.


Due vite
Emanuele Trevi

Neri Pozza, 2021

Tratteggiando, con affetto, le vite dei due amici, Emanuele Trevi persegue una ricerca narrativa fondata sulla memoria e, al contempo, rende un sentito omaggio a due talentuosi scrittori italiani: Rocco Carbone, dal carattere spigoloso, le cui opere hanno natura lucida e sintetica, e Pia Pera dotata di quella leggerezza e quella grazia di chi, mentre la malattia costringe alla resistenza continua, sa correre sempre in avanti, verso l’altrove.

Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964. Figlio dello psicanalista junghiano Mario Trevi, è uno dei critici più promettenti della nuova generazione. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi. Collabora al «Manifesto» (Alias), alla trasmissione radiofonica Lucifero di Radio Tre con una sezione dedicata alla poesia, e al «Corriere della Sera». Tra le sue opere: I cani del nulla (Einaudi 2003), Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli 2010), Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie 2012), Il popolo di legno (Einaudi 2015) e Sogni e favole (Ponte alle Grazie 2019).


Adorazione
Alice Urciuolo

66thand2nd, 2020

A distanza di un anno dall’assassinio di Elana da parte del fidanzato, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un’adolescenza normale. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall’ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli.
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Alice Urciuolo è nata in provincia di Latina nel 1994. Lavora come sceneggiatrice. È tra le autrici della serie di successo “Skam Italia” (Netflix, TIMvision e Cross Productions) ed è attualmente impegnata nella scrittura di altri progetti per piattaforme internazionali.


L’anno che a Roma fu due volte Natale
Roberto Venturini

SEM, 2021

Villaggio Tognazzi, sul litorale romano. Alfreda, accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile pieno di insetti e cianfrusaglie. Lo spettro di un’azione dell’Ufficio d’igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Il figlio Marco con alcuni sgangherati amici si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone ponendo una condizione frutto di sonni disturbati: trafugare la salma di Raimondo dal Verano e portarla al cimitero di Lambrate, da Sandra.
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Roberto Venturini è nato nel 1983 a Roma. È autore, soggettista e sceneggiatore della pluripremiata serie web che ha ispirato il suo esordio letterario: Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera (SEM 2017).


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