Spagna 1936. L’anarchia, la guerra, la rivoluzione

Giornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa
della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco
nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna.

In memoria di Claudio Venza (1946-2022), militante anarchico e storico della Spagna libertaria

ore 9.30 – 12.30  presiede Gemma Bigi

SALUTI ISTITUZIONALI

Enrico Acciai Un quadro storiografico
Alfonso Botti La guerra civile spagnola nella storia del Novecento
Eva Cecchinato Le armi dell’esilio. Il volontariato antifascista in Spagna come fenomeno migratorio e politico
Marco Puppini Garibaldini ma non solo. Antifascisti italiani nella guerra di Spagna
Alberto Ferraboschi Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra
Gianni CarrozzaNon è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna

ore 14.30 – 18.30 presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)

Eulalia Vega MasanaDonne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria
Renato Simoni L’anarchismo nelle campagne spagnole
José Luis Gutiérrez Molina Rivoluzione e collettivizzazioni nella produzione agricola e industriale
Rodolfo Vittori L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito, Claudio Venza e Ugo Fedeli
David Bernardini Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale
Michela Cimbalo Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali


A novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, la Biblioteca Panizzi e Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ‘36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano, eletto nel febbraio precedente, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna, iniziando subito eccidi sistematici di civili, lavoratori, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni, come Barcellona, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti, il non intervento delle democrazie occidentali, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia, animata anche da volontari internazionalisti, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie, pugnalata alle spalle dallo stalinismo, reo dell’assassinio, tra gli altri, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta.

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