vasco ascolini

 

Il fondo  Vasco Ascolini consiste in una collezione di circa 500 fotografie a stampa di diversi formati, che, insieme a quelle già catalogate nel patrimonio della Fototeca, tracciano una “biografia per immagini” della vita artistica e lavorativa di Ascolini, che, come sappiamo, ha attraversato con i suoi scatti almeno 40 anni di storia della fotografia, e lavorato in diversi paesi, in Italia e all’estero. Il lavoro che Ascolini testimonia con questa donazione alla sua città, e con quelle precedenti, rivela una continuità evolutiva che consente di seguirne le orme nel tempo e ci segnala i momenti di passaggio con i quali ha progressivamente arricchito il suo linguaggio espressivo. Puoi consultare il patrimonio del fondo sul catalogo digit.a.re (Digital Archives Reggio Emilia).

Nel 2022 in Biblioteca Panizzi è stata realizzata la mostra “Vasco Ascolini. Un’autobiografia per immagini”,  puoi acquistare il catalogo al bookshop della Biblioteca Panizzi.

 


vasco ascolini

Nato a Reggio Emilia nel 1937, Vasco Ascolini, dopo un approccio amatoriale alla fotografia, verso il 1965 inizia la frequentazione di Stanislao Farri, suo primo maestro.
Dal 1973 al 1990 è fotografo del Teatro Municipale Valli: le sue fotografie di genere teatrale sono oggi conservate presso molti prestigiosi musei in Europa, America e Giappone.

Ascolini insisterà sulla sua caratteristica “cifra al nero” e sulla poetica del frammento anche quando, dalla seconda metà degli anni ‘80, riceverà numerose commissioni pubbliche per fotografare monumenti, musei e centri storici in Italia e Francia. Proprio l’incarico di fotografare Arles lo farà approdare nel 1991 ai “Rencontres internationales de la photographie”, offrendogli visibilità internazionale e dando inizio ad un legame profondo con la Francia e con i suoi più importanti musei.

La passione per la ricerca non lo abbandona e nel nuovo millennio, grazie anche a interventi off camera in fase di stampa, si adopera “per creare apparenze informi, con il gesto guidato dall’automatismo inconscio, oppure visioni oniriche di certa pittura surrealista” (M. Mussini). A lui tutt’oggi continuano ad essere dedicate mostre personali e collettive.

l'archivio

Il fondo fotografico di Vasco Ascolini, è costituito da oltre 500 vintage prints e stampe moderne alla gelatina bromuro d’argento e a getto d’inchiostro su carte baritate e politenate, con misure che variano da 20×30 cm a 50×70 cm, oltre a diversi files digitali ad alta risoluzione, che Ascolini stesso ha voluto donare alla fototeca della Biblioteca Panizzi, a testimonianza del suo percorso di fotografo.
Le fotografie acquisite dalla fototeca segnano il percorso artistico della vita di Ascolini, a partire dagli esordi negli anni Settanta del Novecento, fino agli scatti degli ultimi anni.

All’interno del fondo, si possono riconoscere tutte le tappe fondamentali della sua crescita, dagli esordi in cui seguendo l’esempio di Farri sperimenta le tecniche della luce, alle fotografie di teatro, che gli hanno dato la possibilità di esplorare l’interpretazione fotografica e di essere notato all’estero, per arrivare alle fotografie che hanno come soggetto l’architettura delle città, dei musei e dei monumenti più importanti, sia francesi che italiani.

Le ultime fotografie donate si riferiscono poi alla sua dimensione più intima, con sperimentazioni sia dal punto di vista dello scatto, che di sviluppo e stampa («ho stampato e poi sviluppato le fotografie usando pennelli ed acidi vecchissimi, alcuni persino scaduti, per potere avere il “mio nero”, più o meno forte»), che indagano l’animo umano nelle sue inquietudini più profonde («Si tratta di un capitolo assai impegnativo della mia ricerca interiore, molto coinvolgente umanamente, professionalmente, e ancora aperto»).
Un excursus totale, quindi, che resta ad attestare, attraverso le sue opere, la vita di un fotografo tra i più significativi della città.

La mostra qui presentata, selezione accurata delle fotografie del fondo donato, vuole essere una chiave di lettura del patrimonio lasciato da Ascolini alla sua città, una sorta di racconto per immagini del suo impegno di fotografo. La sequenza delle immagini presentate nel catalogo e nella mostra, non è prettamente cronologica, ma rispetta prima di tutto i temi che hanno caratterizzato la sua maturazione artistica.
Una volta acquisito dalla fototeca, questo importante patrimonio fotografico sarà riordinato, condizionato, digitalizzato e catalogato, per essere messo a disposizione della comunità, come memoria storica per immagini, affiancandosi ad altri archivi di grandi fotografi reggiani, quali ad esempio Stanislao Farri e Luigi Ghirri, che hanno fatto la storia della fotografia contemporanea della città.

gallery

Reggio Emilia. Ex monastero delle Grazie

Reggio Emilia. Ex monastero delle Grazie

Nizza. Abbaye de Roseland

Nizza. Abbaye de Roseland

Marcel Marceau. Pantomime di stile

Marcel Marceau. Pantomime di stile

Les Ballets  Jazz de Montréal

Les Ballets Jazz de Montréal

Collina. Studio di paesaggio.

Collina. Studio di paesaggio.

High Key

High Key

Persistenze. D’après Odillon Redon

Persistenze. D’après Odillon Redon

Evocazioni. Natura morta

Evocazioni. Natura morta


 

 

Fondo Vasco Ascolini
Biblioteca Panizzi via Farini, 3
42121 Reggio Emilia

referenti
Monica Leoni
tel.  0522 456089
monica.leoni@comune.re.it
 
Elisabeth Sciarretta
tel. 0522 585278
elisabeth.sciarretta@comune.re.it

 

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